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Il libro che ti consigliamo se ti riconosci nell’identikit qui sotto è Nutshell (Nel guscio) di Ian McEwan (Einaudi, 173 pagine, 2016, 2017 la traduzione italiana di Susanna Basso)

Genere: maschio o femmina
Età: dai 20 anni
Carattere e stato d’animo: sei affascinato dalla potenza della dialettica, sei un amante del teatro, e delle storie “nere”
Libri piaciuti: Carnage di Yasmina Reza, Amleto di William Shakespeare, Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan

Alla ricerca imperitura nel delitto perfetto si cimenta anche il più grande narratore inglese. Lui, lei, e l’altro (che deve morire e magari lasciare un’interessante eredità). Sono la giovane Trudy dalle gote arrossate e le trecce bionde, Claude, aitante imprenditore dal cervello non troppo fino, suo amante e cognato, e infine la vittima: lo sfortunato editore e poeta John Cairncross che per due terzi della narrazione fa la parte dell’innamorato cronico disposto a tutto. Anche a lasciare la moglie, in evidente stato interessante, sola a casa (la sua, quella del marito) perché deve pensare. Tutto non troppo nuovo, in effetti. Potrebbe essere un film di Hitchcock, e di certo per com’è narrato sembra d’essere a teatro e non con un libro in mano.

Ma il genio di McEwan qui si manifesta nell’invenzione di una voce ch’è unica, e mai la si potrebbe udire se non attraverso le parole di un romanziere. Il punto di vista è infatti quello del nascituro: il feto alle ultime settimane di gestazione nella pancia di Trudy, che tutto sente e niente può dire, o fare. È perduto ancora prima di cominciare. A differenza d’Amleto però, chiamato a vendicare la morte del genitore, il bambino, nel suo sacco opalescente che galleggia, ha la fortuna di non essere ancora nato, e suo padre ancora vive.

Abbiamo intervistato l’autore:

Vale ti svela qualche altra curiosità sull’autore qui <3





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