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Nell’ultimo romanzo di Elena Varvello, “La vita felice” (Einaudi editore, collana Supercoralli, 190 pagine) c’è tutto: una sfilata sommessa di emozioni  umane, senza filtri. La paura, la ribellione, l’ingiustizia, il dubbio, l’amore proibito, l’amicizia, il disagio, la fuga. Tutto, tranne, forse, quella felicità cui fa menzione il titolo.

Non fartelo scappare se sei un lettore fatto così:

Genere: maschio o femmina

Età: dai 18 anni in su

Carattere e stato d’animo: hai voglia di provare tensione, quasi paura. Cerchi uno spazio dove succedano cose forti, perché hai voglia di emozionarti

Libri piaciuti: “Tony e Susan” di Austin Wright, “Io e te” di Niccolò Ammaniti, “Amori ridicoli” di Milan Kundera

L’autrice ha esordito scrivendo poesie, e come racconta ai nostri microfoni, “la scrittura, ma soprattutto la lettura, di poesie ha lasciato segni: non c’è solo la trama, ma carico ogni parola, ogni frase di valore emotivo“.

Ed è proprio vero. La scrittura di Elena Varvello è essenziale, a tratti cinematografica (con continui cambi di scena) e ti lascia sempre col fiato corto, quando ti fa presagire l’imminente tragedia come quando descrive l’attrazione tra il giovanissimo Elia e Anna, la madre del suo amico Stefano:

A un certo punto si bloccò, le mani strette intorno alle mie spalle, e si girò verso il lunotto posteriore.
– Ho sentito qualcosa, – disse con un filo di voce.
– Non c’è nessuno.
– Ascolta.
Ci guardammo intorno, la strada vuota. Lei riabbassò il vestito sulle gambe e si asciugò la bocca.
L’unica cosa che volevo era ricominciare, qualunque cosa fosse, e continuare a farlo, baciandola e toccandola, ma lei girò la chiave e mise in moto.

Ascolta perché Elena Varvello si è cimentata in una storia così dura: ci rivela infatti che un uomo in cortocircuito come Ettore, padre di Elia, lei l’ha conosciuto…

Premi play o scarica il podcast qui:

 

Elena Varvello insegna scrittura creativa alla Scuola Holden: cerchiamo di rubarle un consiglio per tutti gli aspiranti scrittori, e la risposta la troviamo incoraggiante 😉 Ascolta, ascolta (o scarica il podcast qui):





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